Chi acquista e chi multa

La qualità è premiata, da noi un po’ meno

 

 

ne avevamo già accennato sul numero 95: in Italia l’offerta del pacchetto

di garanzia Apple Care è stata passata al setaccio dell’Antitrust che ne ha rilevato incongruenze rispetto alla legislazione europea, vigente anche in Italia. Si sperava ancora possibile, seppure improbabile,
un accomodamento di sostanza a fronte di una comunicazione più esaustiva e corretta da parte di Apple sul proprio
sito e sulle confezioni di Apple Care. All’inizio di maggio, nell’ultima udienza, Apple si è vista invece confermare la multa di 900 mila euro già prevista in appello. Oltreoceano, nel frattempo, Apple Care è stato acquistato così com’è assieme a tutta la gamma di prodotti Apple, ovvero iPad, iPhone, iPod, Apple TV e computer Mac, dalla Transportation

Security Administration, un importante ente governativo statunitense (per intenderci quello che ha imposto i lucchetti TSA – appunto – sulle valigie),

per un valore complessivo di
3 milioni di dollari, spendibili nei prossimi tre anni. Il quale ente ha giustificato la scelta con la semplice constatazione che le cose che gli servono per aumentare l’efficienza del suo operato possono essere fatte con prodotti che realmente consentano di farle. Così per l’adozione di sistemi Apple è stata decisiva l’integrazione e la qualità degli stessi. Premiandoli, non multandoli.

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